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Roma: Desideri, stazione Tiburtina simbolo del paradosso italiano

domenica 16 dicembre 2012
Roma: Desideri, stazione Tiburtina simbolo del paradosso italiano

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Roma, 13 dic. - (Adnkronos) - Una stazione finita dal punto di vista dell'architettura, ma incompleta per quanto riguarda il 'Piano di assetto', tanto da poter essere paragonata a una pietra preziosa incastonata nel nulla. Il paragone e' dell'architetto Paolo Desideri, a capo del team che nel 2002 lavoro' sulla progettazione della stazione Tiburtina che, intervenuto oggi alla presentazione del Rapporto Rur-Censis 'Municipium 2012' ha affrontato il tema del ritardo delle citta' italiane. Un'incompletezza, quella della stazione Tiburtina, "che rende evidente il paradosso italiano - aggiunge l'architetto - nel nostro Paese, la governance dei processi di trasformazione urbana e' in capo ad una serie di soggetti che non dialogano tra loro e che non produce attuazione nella pianificazione". Il piano complessivo della stazione prevedeva una serie di interventi sull'area, che vanno dalla demolizione della tangenziale antistante alla realizzazione della piazza. Ma "in 10 anni non c'e' stato ne' il bando per la demolizione ne' e' stato avviato il concorso per gli architetti per realizzare la piazza". Ma la stazione Tiburtina non e' il solo paradosso. "Cio' che c'e' tra Roma e Ladispoli e' una citta' non pianificata consegnata ad un fai da te da imprenditoria in canottiera - conclude l'architetto - su cui e' scesa la pietra tombale della sanatoria" e che fa della Capitale "una citta' piu' simile a Beirut che a Los Angeles".