Palermo, 21 dic-. (Adnkronos) - Per mesi avrebbero 'invitato' alcuni commercianti a pagare il pizzo, e le vittime, stanche dei tentativi di estorsione, si sono rivolte alla Squadra mobile di Palermo che ha fermato quattro pregiudicati. In carcere sono finiti Antonio Di Maggio, 35 anni, Pietro Daraia, 35 anni, Pietro Salamone, 32 anni, e Tommaso Bartolomeo Genovese, 26 anni, ai quali e' stato notificato un provvedimento di fermo emesso dalla Dda per tentata estorsione in concorso ed aggravata dal fatto di avere agito con il metodo mafioso. I quattro operavano nell'ambito territoriale del 'mandamento' di San Lorenzo. I fatti-reato si sono verificati tra lagosto ed il mese di novembre di questanno. Le modalita' dellimposizione ed i tentativi di estorsione, come raccontato dalle stesse vittime, avevano le tipiche caratteristiche mafiose, sia nel linguaggio ed approccio adottati che nei diversi e reiterati passaggi presso i locali sedi delle aziende vittime dell'illecita richiesta. Perlustrazioni vere e proprie queste ultime, attuate con ciclomotori, utili a rendere sicuro e piu' incisivo lavvicinamento degli imprenditori o dei loro preposti. Il tutto ricostruito anche attraverso la visione di riprese registrate da sistemi di telesorveglianza e dai servizi dinamici sul territorio. Dopo la cattura, gli arrestati sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Palermo Pagliarelli a disposizione dellAutorita' Giudiziaria fino alla celebrazione delludienza di convalida del fermo. Al termine dell'udienza a loro carico, il competente Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.



