Padova, 4 ago. - (Adnkronos) - "Dopo essersi addossate le spese per proteggere le colture dalle malattie fungine causate da mesi di intensa piovosità, le aziende agricole si trovano a dover fronteggiare anche le drammatiche conseguenze di grandine e forti temporali. Una vera e propria inversione climatica che sta mettendo a dura prova la capacità di resistenza degli agricoltori, già duramente colpiti dalla crisi dei consumi e dai costi di produzione esorbitanti". Lo comunica in una nota la Confederazione Italiana Agricoltori di Padova, che rincara: "Ieri, nell'alta padovana, la grandine ha letteralmente distrutto oltre 6 mila ettari di terreno agricolo, di cui 5.690 coltivati a mais, e 720 a soia, per un totale di oltre 5 milioni di euro di danni. I comuni maggiormente coinvolti sono stati Campodarsego, Borgoricco, Camposampiero, San Giorgio in Bosco, Santa Giustina in Colle, San Giorgio delle Pertiche e Vigodarzere". "La Confederazione Italiana Agricoltori di Padova - sottolinea il Presidente di Cia Padova, Roberto Bettosi - è già attivata per chiedere alla Regione lo stato di calamità. Oltre all'assoluta necessità di risarcire le aziende agricole danneggiate dal maltempo, è di estrema importanza affrontare la questione della sicurezza idraulica: per questo la Cia chiede al Governo di sbloccare i soldi vincolati al Patto di Stabilità: è indispensabile che i finanziamenti stanziati per la messa in sicurezza del territorio siano realmente utilizzabili. Serve un'effettiva collaborazione tra Comuni e aziende agricole per garantire la tutela dell'ambiente, delle campagne e delle attività economiche che vi gravitano. Il Governo deve consentire che il denaro a disposizione degli enti locali possa essere impiegato per salvaguardare il territorio".



