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Islam: tutte le 'crociate' di Adel Smith/Cronologia (3)

domenica 24 agosto 2014
Islam: tutte le 'crociate' di Adel Smith/Cronologia (3)

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(Adnkronos) - 28 FEBBRAIO 2004 - Adel Smith querela il Papa, anzi, come lui stesso scrive, il "signor Karol Wojtyla". Oggetto della querela, estesa anche al cardinale Giacomo Biffi, e all'allora cardinale Joseph Ratzinger, a Vittorio Messori e a Gianni Baget Bozzo, gli affreschi presenti all'interno della Basilica di San Petronio a Bologna. Spiega Smith nella denuncia, depositata presso il Tribunale dell'Aquila, che "all'interno della Chiesa e' presente un affresco in cui il Profeta dell'Islam viene dipinto nudo, all'inferno, torturato dai demoni, e nonostante le ripetute richieste e proteste del sottoscritto e di altri musulmani, il dipinto non e' stato rimosso, ne' coperto, nonostante le prese di posizione di alcune personalita' di rilievo del nostro Paese". 17 APRILE 2004 - Il leader Umi si offre come mediatore "per condurre le trattative con i membri della Resistenza irachena" per il rilascio "dei tre prigionieri di guerra italiani da essi detenuti". Adel Smith si rende disponibile a una mediazione "qualora il ministero degli Esteri possa facilitare i contatti fra me e gli iracheni, sia mediante l'approntamento pressoche' immediato di un mio viaggio in Iraq, sia mediante una localizzazione perlomeno approssimativa della zona dove si presume i nostri connazionali siano tenuti prigionieri". 21 MAGGIO 2004 - Adel Smith viene imputato per vilipendio contro la religione dello Stato, dopo essere stato rinviato a giudizio per una frase pronunciata durante la trasmissione 'Porta a Porta' di Bruno Vespa. In quell'occasione il leader dell'Umi aveva detto che il crocifisso rappresenta "il cadavere di un uomo nudo affisso su un pezzo di legno usato dai Romani... per punire i peggiori". "Cio' che Smith ha detto in trasmissione riguardo al crocifisso -osserva il suo legale, Cesare Antetomaso- e' storicamente inoppugnabile, e' assurdo intravedere in questo il reato di vilipendio". 12 GIUGNO 2004 - Smith e Zucchi chiedono e ottengono la rimozione del crocifisso dal seggio nel quale vanno a votare. "Constatando l'abusiva presenza del crocifisso addirittura nell'aula dove e'posizionato il seggio -racconta l'Umi- Massimo Zucchi ha chiesto al presidente del seggio di toglierlo, in quanto e' notorio che non e' permessa la presenza di quest'oggetto all'interno di un seggio elettorale. Il presidente ha ottemperato alla richiesta senza battere ciglio dicendo queste testuali parole: 'Avete ragione"'. (segue)