(Adnkronos) - "Siamo inoltre - ha spiegato il direttore - una delle poche realtà europee che ha avviato lo screening del collo dell'utero con il test Hpv". Ugualmente importante è l'attività di ricerca. "Esiste un accordo tra Ispo e Istituto superiore di sanità per gli studi sulla prevenzione oncologica - ha aggiunto Amunni - e Ispo partecipa a moltissimi progetti di ricerca con funzioni di riferimento. L'istituto ha il più alto livello di ricerca di tutte le aziende della Toscana, comprese le aziende ospedaliero-universitarie". Passando all'attività di rete e dell'Istituto toscano tumori, Amunni ha ricordato che l'obiettivo "è quello di unificare e dare un'offerta di prevenzione, di diagnosi e di cura che sia la più omogenea possibile su tutto il territorio della Toscana". E di farlo creando un unico sistema di governo, accessi diffusi su tutto il territorio, condivisione di procedure, realizzando infrastrutture e procedure di omogeneità. "Abbiamo portato l'oncologia dove non c'era e valorizzato la rete", ha spiegato Amunni, aggiungendo che ugualmente per i tumori più rari lo sforzo è stato quello di scegliere le unità giudicando la soglia di attività, l'expertise del professionista, la dotazione tecnologica necessaria. Rimane, per i prossimi anni, da sciogliere il nodo su come le realtà dell'Ispo e dell'Itt debbano evolversi e integrarsi. Si possono fare alcune ipotesi operative, ha concluso il direttore dell'Ispo, che richiedono scelte che non sono solo tecniche, ma anche politiche. "Su questo - ha detto Amunni - la politica deve spingere con fermezza". "Parlare oggi di questo ci mette in condizione di operare scelte tecniche e politiche, abbiamo gli elementi per poter decidere - ha commentato il presidente della commissione Sanità Marco Remaschi - . Dobbiamo delineare il futuro rapporto fra Ispo e Itt e stabilire che cosa la Toscana vuole fare per l'oncologia".




