Firenze, 17 dic. - (Adnkronos) - "C'e' una carenza di prove, gli indizi sono insufficienti e nel dubbio Amanda Knox va assolta". Cosi' si sono espressi gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova, difensori dell'imputata, concludendo le loro arringhe durante l'udienza di oggi al processo d'appello bis che si tiene davanti alla Corte d'Assise d'appello di Firenze, presieduta da Alessandro Nencini. La sentenza e' attesa per il 15 gennaio. Le udienze riprenderanno dopo la pausa natalizia il 9 gennaio, con l'arringa dell'avvocato Giulia Bongiorno e degli altri legali del collegio difensivo di Raffaele Sollecito, l'altro imputato. Per Knox e Sollecito il pg Alessadro Crini ha chiesto 26 anni di carcere per ciascuno. L'avvocato Ghirga ha affermato, nel corso dell'arringa, che il coltello sequestrato a casa di Sollecito "non e' l'arma del delitto" ed ha messo in dubbi gli esiti delle perizie: "su quella lama non c'e' nessuna traccia di sangue e non c'e' traccia di Meredith". Dopo Ghirga, e' toccato all'arringa dell'altro legale della Knox, l'avvocato Carlo Dalla Vedova, che ha puntato il dito contro l'assenza di prove contro l'imputata americana, come sulla mancanza del movente per il delitto. "Sul movente il procuratore generale ha fatto un po' come la Costa Concordia al Giglio, ha preso uno scoglio". (segue)




