(Adnkronos) - Diversi gli appalti pubblici vinti dalla Sangalli che sono finiti sotto la lente dei magistrati e della Guardia di finanza tra cui quello per la raccolta dei rifiuti del Comune di Monza, (assegnato nel 2009, del valore di circa 127 milioni di euro). Sono indagati per corruzione e turbativa d'asta, l'ex assessore con delega all'ambiente, Giovanni Antonicelli (ai domiciliari), l'ex dirigente del settore ambiente Gabriella Di Giuseppe (in carcere), il presidente ed un componente della commissione ambiente dell'epoca, rispettivamente Antonio Gabetta e Daniele Massimo Petrucci - oggi consigliere in Provincia di Monza e Brianza - (per entrambi obbligo di dimora), un membro della commissione giudicatrice della gara Claudio Brambilla e il consulente nominato per predisporre il capitolato tecnico Stefano Mambretti (entrambi ai domiciliari), il presidente e il direttore generale di Amsa Milano in carica nel 2009, rispettivamente Sergio Galimberti e Salvatore Cappello (per loro obbligo di dimora). Sangalli Giancarlo, e i figli Patrizia Annamaria, Daniela e Giorgio Giuseppe "sono accusati di aver corrisposto una maxi tangente quantificata in oltre 1 milione di euro, suddivisa tra politici e funzionari del Comune di Monza, riuscendo a 'pilotare' i lavori della Commissione Ambiente e la nomina dei membri della Commissione giudicatrice della gara. Inoltre l'impresa Sangalli avrebbe corrisposto 1 milione e mezzo di euro, ai due ex vertici di Amsa per evitare che quest'ultima partecipasse alla gara", si legge nella nota della Gdf. (segue)




