Milano, 27 dic. (Adnkronos Salute) - "Cento prescrizioni" di infusioni di staminali secondo il metodo Stamina "per rappresaglia" nei confronti degli Spedali Civili di Brescia. Ad annunciare di averle firmate è Marino Andolina, vicepresidente di Stamina Foundation e medico prescrittore del trattamento, in una email datata 27 aprile 2013 e indirizzata a due medici della struttura sanitaria lombarda: Carmen Terraroli del coordinamento Ricerca clinica, e Fulvio Porta, direttore dell'Unità operativa di Oncoematologia pediatrica e trapianto di midollo osseo e coordinatore del progetto di collaborazione con la Stamina Foundation. L'oggetto dell'email è: "vendetta". Nel carteggio, in possesso dell'Adnkronos Salute, Andolina scrive ai due camici bianchi: "Fate parte di un ente che ha fatto ricorso contro la bambina con Sma che ho più amato dopo Celeste: Desiree Larcher. Come al solito il vostro ospedale ha atteggiamenti autolesionistici". E in un altro passaggio il medico spiega dunque: "La sofferenza della famiglia Larcher (e da ieri della famiglia Baldini) merita una rappresaglia. Finora avevo cercato di frenare nei limiti del possibile i pazienti con malattie anche gravi e curabili. Ora invece ho firmato cento prescrizioni per altrettanti pazienti". Andolina si lamenta dell'atteggiamento della struttura sanitaria: "Siete indagati per aver usato farmaci pericolosi, potevate ottenere la disapplicazione del decreto Aifa dal Tar e avete fatto in modo che ciò non avvenisse. Ora dovete dimostrare entro l'autunno che i pazienti migliorano e li controllate in maniera superficiale". E sottolinea: "Tra pochi mesi potevamo pubblicare un articolo memorabile sulle guarigioni delle Sma". Le prescrizioni di Andolina sono finite al centro dei dibattimenti di fronte a diversi tribunali italiani chiamati a decidere se autorizzare o meno il trattamento Stamina per i pazienti ricorrenti. (segue)




