(Adnkronos) - "Questo segmento di servizi è strategico quanto quello ferroviario - dichiara Dario Balotta, responsabile Trasporti Legambiente Lombardia - basti pensare alla capillarità territoriale del servizio svolto su 950 linee e con 33mila corse giornaliere, mentre le direttrici ferroviarie lombarde sono 36 ed i treni che si muovono ogni giorno sono 2200. Treni e autobus sono ancora troppo distanti sia nella pianificazione dei servizi che nella loro integrazione. Bisogna rilanciare il trasporto pubblico e combattere cosi inquinamento dell'aria e congestione da traffico che rendono invivibili le nostre citta, portando il Tpl a livelli europei". L'appello di Legambiente è rivolto in particolare alla Regione che con una mano ha tagliato i fondi agli autobus e con l'altra ha aumentato di 13 milioni i contributi alla sua controllata Trenord: "Mentre i maggiori contributi corrisposti a Trenord servono più a coprire i costi di gestione che per offrire nuovi e migliori servizi, la riduzione di risorse alle autolinee ha prodotto tagli consistenti nei festivi, tagli il sabato e la cancellazione dei servizi serali. Dopo il matrimonio tra Fs e Fnm i costi di gestione sono schizzati in alto e i disagi, le soppressioni e i ritardi, sono aumentati", osserva l'associazione. Anche per questo motivo, continua Balotta, "la Regione dovrebbe orientarsi più alle esigenze della domanda che non alle logiche della grande azienda che tende, con la sua inefficienza (si sono avute diseconomie di scala e non economie di scala), ad accaparrarsi tutte le risorse pubbliche. Ferro e gomma sono invece complementari per lo sviluppo del trasporto pubblico: con la crisi è aumentata la domanda di trasporto e la voglia di lasciare a casa l'auto ma il sistema non riesce ad intercettare l'enorme domanda che c'è e che per ora è costretta a ripiegare sull'auto privata".




