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Ricerca: Sincrotrone Trieste, uomo Neanderthal ai raggi x, poteva parlare

domenica 22 dicembre 2013
Ricerca: Sincrotrone Trieste, uomo Neanderthal ai raggi x, poteva parlare

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Trieste, 19 dic. - (Adnkronos) - Le analisi di un osso ioide fossilizzato, corroborano l'ipotesi che l'Uomo di Neanderthal poteva parlare. Lo confermano le analisi microtomografiche ai raggi X condotte al Centro di ricerca Elettra Sincrotrone Trieste sull'osso, rinvenuto nel 1989 nel sito israeliano di Kebara. Lo studio, frutto di una collaborazione internazionale fra italiani, australiani e canadesi, è stato pubblicato sulla rivista americana Plos One e illustra i risultati di un confronto fra le proprietà biomeccaniche di quest'osso posto alla base della lingua, e quelle di analoghi reperti di Homo sapiens. Fra gli autori, il paleontologo Ruggero D'Anastasio dell'Università di Chieti, e il fisico Claudio Tuniz del Centro Internazionale di Fisica Teorica di Trieste. L'attenzione degli studiosi alle prese con il problema del linguaggio e della sua evoluzione, si era già da tempo concentrata sullo ioide, unico elemento osseo del tratto vocale e di conseguenza unica parte che possa fossilizzare. Lo ioide fornisce un supporto alla laringe e serve da ancoraggio per la lingua e per altri muscoli necessari nell'Homo sapiens per la fonazione. Già si sapeva che, dal punto di vista della morfologia esterna, lo ioide dell'Homo Neanderthalensis e quello dell'uomo moderno non presentano sostanziali differenze, mentre hanno una forma diversa da quella di altri primati come lo scimpanzé. "Questa osservazione - spiega D'Anastasio - pur essendo compatibile con la tesi dell'esistenza del linguaggio in questa specie di Homo vissuta fra duecentomila e quarantamila anni fa, non è in alcun modo sufficiente. Per poter dire qualcosa sulla funzione dello ioide, era infatti decisivo analizzare la sua microstruttura interna". (segue)