Torino, 12 dic. (Adnkronos) - Hanno agito consapevolmente insieme e supportato chi non ha solo occupato ma anche disattivato linee telefoniche e server negli uffici torinesi della Geostudio a fine agosto, pero' ora hanno imparato la lezione e quindi possono tornare liberi. E' questa in sintesi la tesi sostenuta dal Tribunale del riesame che ieri ha revocato gli arresti domiciliari e attenuato le misure per i militanti No Tav coinvolti nell'occupazione dello studio di architetti che partecipava a una progettazione legata alla Tav. I giudici pero' confermano in sostanza le valutazioni fatte dalla Procura negando di fatto la tesi difensiva che gli indagati fossero li' per una semplice protesta, che il clima fosse in generale pacifico e che sia stata un'azione personale e isolata (di persone non identificate) quella di chi ha fatto irruzione negli uffici versando liquido maleodorante nei cassetti e staccando la corrente: secondo il giudice la partecipazione all'occupazione "in una posizione anche solo di affiancamento e supporto degli autori materiali, non puo' non essere stata vissuta da ciascuno dei partecipanti con piena consapevolezza e volontarieta' di cooperare nell'azione di violenta ed indebita affermazione di una volonta' collettiva e non puo' non aver determinato un rafforzamento dell'altrui proposito criminoso rendendo piu' imponente e compatto il fronte di attacco". Detto questo pero' la decisione dei giudici e' andata nel senso dell'attenuazione delle misure considerando "l'effetto deterrente svolto dalla presente vicenda giudiziaria" che ha portato il Tribunale a ritenere ci sia stato un "allentamento" delle "pulsioni delittuose". Inoltre i giudici ha ritenuto che "le relazioni interpersonali cui risultano essere state collegate le condotte delittuose hanno verosimilmente subito, per effetto dell'azione repressiva posta in essere dall'Autorita' giudiziaria, un tangibile contenimento".




