Roma, 13 dic. - (Adnkronos) - Per l'economia romana il 2011 e' stato un anno peggiore dei precedenti: sviluppo del pil deludente; tasso di disoccupazione dell'8,4% (36% tra i giovani), il piu' alto fra le capitali europee (era del 5,8% a fine 2010); brusco ridimensionamento dell'edilizia e dell'industria; terziario focalizzato su attivita' di servizio al consumo o a basso valore aggiunto; aumento delle qualifiche meno professionalizzate (manovali ed operai non specializzati) delle costruzioni, dell'industria e di alcuni comparti dei servizi e precariato che coinvolge il 25% degli occupati (in Italia, 17%). E' quanto emerge dal Nono rapporto dell'Osservatorio Romano sulle Migrazioni, promosso dalla Caritas, dalla Camera di Commercio e dalla Provincia di Roma. In base all'indagine, le compravendite di abitazioni, dalle 39mila del 2006 sono scese a 32mila (-17,5%), anche per le difficolta' di accesso al credito per la casa che, se concesso, ne copre in media il 50%. D'altra parte, gli affitti di Roma (in media 1.325 euro) sono tra i piu' alti delle citta' capoluogo d'Italia. Non e' soddisfacente nemmeno la condizione delle famiglie romane, seppure continuino a mantenere un reddito tra i piu' alti del paese (37mila euro): crescono quelle in poverta' (155mila secondo l' Istat, +11,6% in un anno) e si allarga la distanza tra le retribuzioni da una parte (+1,4% nel 2011) e i prezzi al consumo dall'altra (+3,2%). A risentirne maggiormente e' il settore del commercio. (segue)




