Milano, 13 dic. (Adnkronos) - "Non si ascolto', neppure in parte, la conversazione. Non ci fu nessun balzo sulla sedia, ne' nessun ringraziamento". Cosi' Paolo Berlusconi ricostruisce la serata ad Arcore, insieme al fratello Silvio, quando Fabrizio Favata e Roberto Raffaelli portarono il nastro dell'intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte all'epoca della mancata scalata alla Bnl. "Quella conversazione- spiega nell'aula del tribunale di Milano - non l'ho mai ascoltata direttamente e me ne parlo' Favata in uno dei nostri incontri. Non ricordo la data esatta, ma era tra fine settembre e inizio ottobre del 2005". L'incontro nella villa dell'ex premier non era legato all'intercettazione, spiega Paolo Berlusconi: "ne' Favata ne' Raffaelli -aggiunge l'imputato nelle sue dichiarazioni spontaneee- mi dissero che avrebbero fatto ascoltare la conversazione a mio fratello". Ascolto che "non riusci' per problemi tecnici al computer che avevano con se'". Nel momento di congedarsi, "chiesi a Raffaelli se per caso fosse possibile avere una copia del supporto, ma ottenni una risposta interlocutoria", ma alla fine "non l'ho mai avuta".




