(Adnkronos) - Non solo. Secondo il presidente dell'Ai.Bi. "vanno anche ridotti radicalmente gli enti autorizzati, da 66 a 20, che dovranno operare all'estero con personale dipendente, e non con collaboratori, che alzano il prezzo come vogliono, facendosi inoltre pagare una parcella per ogni bambino adottato". Senza nuove regole "fra cinque anni in Italia l'adozione non esistera' piu'", rimarca Griffini. "Dobbiamo innanzitutto capire se vogliamo favorire le adozioni e gli affidamenti - sottolinea la senatrice Pd Anna Maria Serafini, componente della Commissione Infanzia - solo cosi' possiamo capire come e da dove iniziare a lavorare. Di certo il diritto di essere madre e padre ed essere figlio va riconosciuto come diritto fondamentale". Diverso il parere di Daniela Bacchetta, vice presidente della Commissione Adozioni Internazionali - il presidente e' il ministro Andrea Riccardi - che pur essendo favorevole ad un aggiornamento della legge vigente si dice convinta che "le adozioni internazionali siano in calo perche' in tutti i paesi c'e' meno disponibilita' a mandare i propri bambini all'estero. Quindi il caso italiano va inquadrato in una riduzione a livello internazionale". In Francia ad esempio, nel 2005 le adozioni internazionali ammontavano a 4500, diventano quasi la meta' nel 2011; negli Usa da 23.000 nel 2005 scendono a 9.300 nel 2011. (segue)




