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Pure la Chiesa potrebbe avere un Gronchi rosa

Oggi l’affrancatura è valutata ufficialmente dai Cataloghi specializzati 2.500 euro in luogo di un valore facciale di 3 euro e 10 centesimi
di Sergio De Benedettimartedì 15 settembre 2026
Pure la Chiesa potrebbe avere un Gronchi rosa

2' di lettura

Alcuni miei fidati lettori forse ricorderanno che nel gennaio 2025 mi sono occupato di un francobollo emesso dalle Poste Vaticane il 16 maggio 2023 per annunciare la 37esima Giornata Mondiale della Gioventù che si sarebbe tenuta a Lisbona dall’1 al 6 agosto.

Il bozzetto riportava il “Monumento alle Scoperte” terminato nel 1960 nella città lusitana, manufatto molto suggestivo costruito al tempo di Antonio de Oliveira Salazar, che immediatamente venne considerato invece come un omaggio al colonialismo perpetrato in quasi sei secoli dal Portogallo. Due giorni dopo il francobollo veniva ritirato su indicazione del Governatorato della Città del Vaticano e sostituito il 6 luglio con un altro di tipo convenzionale.

Va detto subito che il successo della manifestazione portoghese fu notevole e dobbiamo anche riferirvi ad onor del vero come, dopo 94 anni di migliaia di emissioni filateliche dai Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929, mai si fosse verificata una situazione simile così come però altrettanto possiamo immaginare che questo evento, proprio perché così unico, determinò la caccia al francobollo del tipo “Gronchi rosa” italiano del 1961 e che oggi l’affrancatura è valutata ufficialmente dai Cataloghi specializzati 2.500 euro in luogo di un valore facciale di 3 euro e 10 centesimi.

Voci di mercato ricorrenti peraltro, riferiscono poi che nessuno dei possessori sarebbe disposto a privarsene, al momento, per meno del doppio! Istituito il 20 marzo 1939 da Pio XII (Eugenio Pacelli) ma in realtà idea condivisa del suo predecessore Pio XI (Achille Ratti) deceduto soltanto 40 giorni prima, il Governatorato esercita il potere esecutivo distinto dalla Santa Sede e nel 2023 ne era presidente il cardinale spagnolo Fernando Vérgez Alzaga.

Dobbiamo inevitabilmente immaginare però che il porporato si sia rivolto a Papa Francesco prima di ritirare il francobollo dal mercato, così come è logico ritenere che abbiano parlato di una escalation del suo valore una volta recesso dopo sole 48 ore. Altro elemento fondamentale è poi conoscere quanti esemplari fossero stati già venduti al momento della chiusura e di questo, purtroppo, non si ha notizia ufficiale ancora oggi.

Sostituito il cardinale Vérgez Alzaga l’1 marzo 2025 dalla suora dottoressa Raffaella Petrini e, come purtroppo sappiamo, deceduto Papa Francesco il 21 aprile dello scorso anno, è auspicabile che attraverso Leone XIV (Robert Francis Prevost), pontefice dall’8 maggio successivo, si possa giungere ad un chiarimento definitivo.