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Comizio oltre misura di Nugent Arrivano i Servizi Segreti

Il rocker sostenitore di Mitt Romney durante un incontro con la lobby delle armi spara a zero contro Obama e si meraviglia della convocazione

19 Aprile 2012

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Comizio oltre misura di Nugent Arrivano i Servizi Segreti

Mi aspettavo che i Democratici sarebbero insorti contro il comizio zeppo di insulti, attacchi e cattivo gusto che il rocker Ted Nugent, sostenitore di Mitt Romney, aveva fatto durante la conferenza della NRA nei giorni scorsi. E’ così che si fa quando un avversario fa un assist gratuito e controproducente. La NRA, National Rifle Association, è l’associazione della lobby delle fabbriche di armi, e che ha anche milioni di iscritti tra i cittadini che le usano, per lo più per andare a caccia ma in larga misura anche per eventuale autodifesa: il diritto ad avere un’arma, con la regolare licenza è ovvio, è sancito negli Usa dal Secondo Emendamento della Costituzione. Nugent, che ha venduto 30 milioni di dischi in carriera, è noto per essere un ultraconservatore, e attivista senza peli sulla lingua. E nella sua tirata ha anche coinvolto i quattro giudici liberal della Corte Suprema che sarebbero ben lieti di ridurre a zero o quasi il rispetto per il Secondo Emendamento. “Sapete che a questi quattro non piace la Costituzione?” ha chiesto alla folla di attivisti della NRA, che lo sanno benissimo. Ma poi ha oltrepassato il limite delle accettabile polemica, arrivando a dire che “chi non vede che Obama si pulisce il sedere con la Costituzione vuol dire che ha messo la testa sotto una pietra”. Ha anche chiamato Barack “vile” e “il Male”. E di lui, e insieme di Biden il vice e di Hillary Clinton segretario di stato, ha detto che “sono criminali”. Ha quindi aggiunto, in preda ad una foga che abbiamo sentito tante volte nel passato contro George Bush dai suoi più scalmanati detrattori democratici, un paio di frasi più allegoriche che altro, stonate ma nella sostanza bizzarre. Con una, per chiamare a raccolta gli anti-obamiani d’America e spingerli al voto fra sei mesi, ha affermato che “abbiamo bisogno di accorrere sul campo di battaglia e tagliar via un po’ di teste a novembre”, alludendo a quella di Obama e dei parlamentari democratici.

Ci sono modi più carini per esprimere l’urgenza ad essere militanti e ad andare a mettere la croce su un nome nella scheda, ma è fuor di dubbio che l’immagine è bellicosa solo sul piano retorico. Con un’altra frase, Nugent ha espresso una profezia criptica sul proprio destino, senza elaborare oltre: “Se Barack Obama diventa il prossimo presidente in novembre, ancora, io o sarò o morto oppure in prigione entro un anno da adesso”. Boh, evidentemente il 63enne cantante rock aveva finito argomenti più articolati per convincere la gente a bocciare Barack. Mi aspettavo, dicevo sopra, che i Democratici prendessero al volo i toni obbiettivamente squilibrati del filo Romney per attaccare quest’ultimo. La capa del Comitato Nazionale del Partito di Obama, puntuale, ha infatti chiesto subito a Mitt di condannare le parole volgari di Nugent. E Mitt, senza citare la star heavy metal che lo voterà, ha fatto dire al proprio portavoce che devono sempre essere rispettati livelli di tono civile nel dibattito, sia a destra sia a sinistra.

Quello che non mi aspettavo, notizia di oggi mercoledì 17, era la discesa in campo dei Servizi Segreti. E invece è quello che è successo. Nugent è stato convocato dagli agenti della Sicurezza nazionale, e li incontrerà domani giovedì, ha fatto sapere Nugent stesso. Trovo la convocazione “assurda”, ha commentato, ma andrò a parlare con loro. “La conclusione sarà ovviamente che io non ho minacciato nessuno”, ha detto, annunciando che collaborerà pienamente con le autorità.

Attento a come parli, quando c’è Obama di mezzo. Ma i Servizi Segreti (prostitute a parte quando sono in missione estera per proteggere il presidente) non hanno impegni più seri nel loro orario di lavoro che perseguire un cantante rock in sovraeccitazione polemica?

di Glauco Maggi
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