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Pil fermo a 15 anni faOgni italianoci ha rimesso 60mila euro

La denuncia del presidente degli induastriali Giorgio Squinzi: dai dati del Centro studi di Confindustria economia a tasso zero dal '97 a oggi

Matteo Legnani
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Pil, spread, bond, rating sono termini che negli ultimi tre anni sono, purtroppo, diventati di comprensione comune: da quando c'è la crisi non se può fare a meno. Ma restano pur sempre termini del linguaggio finanziario, per lo più in lingua inglese. Freddi, astrusi. A tradurli in moneta sonante, che è quella che sta a cuore (e purtroppo sempre meno nelle tasche della gente) ci ha provato oggi il presidente degli industriali Giorgio Squinzi. Il quale, nell'illustrare i dati del centro Studi di Confindustria, ha svelato che "mettendo in fila gli anni della crescita bassa e nulla con quelli del brusco arretramento, l'economia italiana è di fatto ferma da 16 anni". Cioè dal 1997. "Nello stesso periodo, nella media degli altri paesi dell'Eurozona, e certo non ci confrontiamo con l'area economica più dinamica del mondo, il Pil per abitante è aumentato di quasi il 19%". Quanto ha pesato tutto ciò per le tasche degli italiani? "E' come - spiega Squinzi - se gli italiani avessero rinunciato a oltre 4.200 euro all'anno a testa. Che facendo due conti significa più di 60mila euro.

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