Napoli, 14 dic. - (Adnkronos) - Una formula intermedia per modalita' di garanzia dei crediti "che apra alle imprese soluzioni praticabili" e "un patto civile fra la politica, la societa', la cultura e le forze attive" presenti a Napoli. Sono le proposte lanciate dal presidente dell'Associazione costruttori edili di Napoli, Rodolfo Girardi, nel corso dell'assemblea generale delle imprese associate, rispettivamente al presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e al sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Nel suo intervento Girardi ha illustrato la situazione del settore dopo "cinque anni consecutivi di crisi, con una caduta verticale in tutti i comparti" che "hanno portato il valore della produzione italiana ai livelli degli anni '70, con una perdita di 43 miliardi di euro". "Le stime per il 2012 - ha spiegato Girardi - segnalano un'ulteriore perdita di 20 miliardi e anche nel 2013 le costruzioni rimarranno al centro del tunnel. Nel suo insieme il sistema, compreso l'indotto, ha espulso 550 mila addetti: pochi alla volta, in modo silenzioso, e senza clamore mediatico. Per le imprese si sta consumando una mattanza: 7.500 fallimenti in due anni, la meta' nel Sud". Nel Mezzogiorno "il settore sta pagando il prezzo piu' alto della crisi, a danno soprattutto delle piccole imprese che sono piu' deboli, sottocapitalizzate e quindi piu' vulnerabili". In Campania e a Napoli, ha aggiunto Girardi, "la crisi edilizia e' la piu' lunga della storia del settore, ma anche la piu' devastante rispetto a tutte le altre regioni del Mezzogiorno. Solo a Napoli, dal 2008 ad oggi sono stati persi 7mila posti di lavoro (dai 22mila si e' scesi a meno di 15mila a meta' 2012). In Campania, invece, la riduzione e' del 20%, con un tasso di disoccupazione giovanile che supera il 44%. Il dato riporta l'occupazione agli inizi degli anni '90". (segue)




