(Adnkronos) - L'Unione Europea resta, infatti, primo mercato di sbocco (con una quota di export in valore sul totale del 53% circa - Usa, Germania, UK, coprono da soli il 54% delle vendite estere), ma le maggiori potenzialità in termini di valore e volumi si riscontrano all'esterno dell'Ue, dove i prezzi medi unitari sono più elevati ma la concorrenza è più spietata. Cresce quindi l'importanza dei nuovi mercati di destinazione, anche se mercati ambiti come quello cinese continuano a deludere, costringendo a rivedere le modalità con cui raggiungere markets spesso protetti e che scontano problematiche burocratiche. All'interno dello scenario nazionale, la Toscana gioca un ruolo rilevante: con un settore agricolo che, nel 2012, incideva sulla formazione del Valore Aggiunto regionale per l'1,95% e di quello agricolo italiano per il 6,53%, il vitivinicolo della Regione si conferma un'eccellenza, con volumi produttivi che la collocano al 3° posto nella graduatoria nazionale. Bene anche l'andamento delle quotazioni dei prezzi medi all'origine dei principali vini: nel primo semestre 2014 i prezzi medi del Chianti crescono del 16,5% a/a e quelli del Chianti Classico del 22,3%.




