Roma, 14 apr. - (Adnkronos) - Ilva non preleva direttamente l'acqua dai fiumi Sinni e Tara ma queste risorse idriche necessarie per la propria attivita' le "ma le acquista dall'Ente per lo Sviluppo e l'Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia (EIPLI)". Lo comunica l'azienda in risposta a dichiarazioni rilasciate "dal co-portavoce nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli". In una nota Ilva sottolinea come i consumi idrici dal fiume Sinni siano comunque in costante calo: dai 16,6 milioni di metri cubi del 2005 si e' infatti passati nel 2013 a circa 7 milioni "in quanto Ilva effettua la dissalazione dell'acqua dei pozzi interni autorizzati che hanno un contenuto salino elevato". Peraltro, spiega l'Ilva, "gli impianti sono raffreddati in modo indiretto con acqua di mare" mentre "l'acqua del Sinni viene utilizzata come acqua di processo tal quale o dopo trattamento di demineralizzazione. Per quanto riguarda le autorizzazioni, i costi - aggiunge l'azienda - "sono stati definiti con scrittura privata del 31 maggio 1991 tra EIPLI e ILVA e successive integrazioni della stessa". Inoltre, in merito al riutilizzo delle acque reflue affinate degli impianti di depurazione Gennarini-Bellavista, Ilva "ha manifestato la disponibilità all'utilizzo delle acque del depuratore comunale" e "segnala che qualora non si riesca ad addivenire ad un accordo con la Regione si rende disponibile a farsi carico della realizzazione di un impianto dissalatore dell'acqua Tara". L'azienda pertanto conferma di stare "predisponendo la documentazione utile all'inoltro al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di un'istanza di modifica alla prescrizione riguardante il riutilizzo delle acque Gennarini-Bellavista con la proposta per un nuovo impianto di dissalazione delle acque del fiume Tara".




