Roma, 15 gen. (Adnkronos) - L'ordinanza del Consiglio di Stato che respinge le pretese della Cciaa di Roma e di alcuni consiglieri di ottenere la riforma della misura cautelare a suo tempo emanata dal Tar del Lazio è "il terzo provvedimento giurisdizionale di natura cautelare che conferma l'illegittimità degli atti adottati nei confronti del presidente Cremonesi utilizzando in modo improprio il potere di maggioranza". Lo sottolinea in una nota lo studio tedeschini che segue il presidente della Camera di Commercio Giancarlo Cremonesi nella vicenda. I legali fanno notare come l'ordinanza nulla dica sulle motivazioni che hanno spinto il Tar "ad assicurare tutela cautelare allo stesso Cremonesi" perc cui, sottolineano, "è corretto ritenere che il secondo giudice, respingendo l'appello proposto nei confronti dello stesso Cremonesi, abbia implicitamente voluto confermare le motivazioni addotte in primo grado a sostegno dell'illegittimità dei comportamenti camerali, rispetto ai quali è stata data comunicazione anche alla Corte dei Conti per gli adempimenti di competenza a proposito del possibile danno erariale scaturente dalla paralisi in cui è stata precipitata la governance della Camera di Commercio".




