Palermo, 8 gen. - (Adnkronos) - Riprende la protesta degli operai Fiat di Termini Imerese, nel palermitano. In centinaia oggi hanno partecipato all'assemblea convocata dai sindacati davanti ai cancelli della fabbrica abbandonata dal Lingotto ormai da due anni. Le tute blu, in cassa integrazione fino a giugno, temono per il loro futuro occupazionale. Lo spettro è quello del licenziamento, come è avvenuto per 174 lavoratori della Lear e della Clerprem, aziende dell'ex indotto Fiat di Termini Imerese specializzate nella produzione di sedili e imbottiture. Per loro sono, infatti, arrivate le lettere di licenziamento e dal primo gennaio hanno perso il lavoro. Gli operai rimarranno in presidio permanente davanti lo stabilimento. A loro arriva la solidarietà di Mariella Maggio, parlamentare regionale siciliano del Pd. "Il governo regionale, oltre ai buoni propositi riferiti a futuri investimenti ed ad un concreto utilizzo dei fondi comunitari - dice -, non può più consentire alla Sicilia la perdita di alcun posto di lavoro e la vicenda della Fiat di Termini Imerese deve vederci su una posizione di costante ricerca di soluzioni e pressing sul Governo nazionale. Perché - conclude la parlamentare democratica - la rinascita della Sicilia passa anche attraverso il mantenimento dei suoi siti industriali".




