(Adnkronos) - Sul fronte del credito alle imprese, il calo e' stato pari all'1,2%. La riduzione dei prestiti ha interessato soprattutto i servizi e il settore delle costruzioni, mentre nell'industria manifatturiera e per le imprese dell'agricoltura i finanziamenti sono cresciuti. Una stretta nelle erogazioni legata all'atteggiamento di prudenza delle banche, che guardano con preoccupazione al futuro e al numero sempre crescente di imprese che non riescono ad onorare gli impegni assunti. Nel 2012, infatti, l'indice di deterioramento netto e' passato da -6,8% a -8,5%. Un peggioramento che si registra anche nei crediti alle famiglie, dove l'indice ha raggiunto quota -3,4% e dove sono tornati a crescere le difficolta' di rimborso dei mutui. Un segno piu', invece, riguarda la raccolta bancaria tra le famiglie e le imprese, aumentata del 4,2% dopo la stagnazione dell'anno precedente. La crescita ha riguardato sia la raccolta obbligazionaria (6,7%) sia i depositi (3,6%). Anche se l'aumento dei depositi ha interessato esclusivamente le famiglie consumatrici che potrebbero aver scelto una via precauzionale spinte dall'incertezza delle prospettive economiche. "La leggera crescita dei depositi in Sicilia -spiega Giuseppe Arrica, direttore della sede di Palermo della Banca d'Italia- e' un segno della prudenza dei risparmiatori che non hanno una visione ottimistica del futuro e, in previsione di ulteriori peggioramenti, puntano al risparmio. Non e' un atteggiamento positivo perche' questo riduce la spesa e i livelli di attivita' produttiva".




