(Adnkronos) - Ma il nostro paese sconta gap importanti che causano iniquita' e inefficienze: pressione fiscale, costi del fare impresa, scarsa produttivita', costo dell'energia, secondo Paolazzi "La prima cosa da fare sarebbe ridurre drasticamente l'aliquota sui redditi, diminuire dell'8% il costo del lavoro nell'industria manifatturiera, agendo sui contributi sociali e previdenziali. Nella gara della conoscenza pesa anche la scarsa attenzione ai giovani:"60mila l'anno, di cui 45mila laureati, lasciano l'Itali". "Guarire dalla malattia della lenta crescita - conclude Paolazzi - e' un gioco dove tutti vincono. Ma richiede la piena e convinta collaborazione di ogni attore economico e sociale". Per il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin che ha aperto i lavori, "la politica sembra aver perso il senso dell'emergenza economica e sociale che stiamo vivendo e dell'urgenza di fare presto. Il governo dia subito un segnale sulla crescita, cominciando dal ridurre drasticamente il costo del lavoro. Solo se riparte il manifatturiero riparte il paese, perche' e' in grado di generare crescita per tutta l'economia". "Dall'industria - ricorda Pavin - viene il 25% del Pil provinciale, il doppio se consideriamo l'indotto, oltre il 97% delle esportazioni (8,6 miliardi), la maggior parte degli investimenti in ricerca e la creazione dei posti di lavoro piu' qualificati e meglio retribuiti". "La manifattura si salva aprendola ad una nuova infanzia - sostiene il presidente di Cassa di Risparmio del Veneto, Giovanni Costa - ibridandola con i servizi, affidandola alla regia di quelle medie imprese in grado di gestire filiere lunghe ed estese internazionalmente. Per questo stiamo affrontando con una serie di azioni l'evoluzione del sistema imprenditoriale del Veneto in senso internazionale. La collaborazione con le associazioni di categoria e' fondamentale per migliorare il merito di credito e sostenere l'avvio di nuove imprese in grado di saldare innovazione e tradizione".




