(Adnkronos) - Nel complesso, durante la fase recessiva le imprese della filiera immobiliare hanno registrato un calo del fatturato e una crescita dell'indebitamento, sebbene in misura inferiore rispetto ad altre aree del Paese. In prospettiva, il settore delle opere pubbliche risentira' dello sfavorevole andamento degli appalti pubblici che, secondo il Cresme, si sarebbero ridotti fortemente nel 2012. Lo sfavorevole quadro occupazionale e il calo del reddito disponibile hanno influito sull'andamento dei consumi: le vendite al dettaglio si sono ridotte del 10,5 per cento, piu' che in Italia e nel Mezzogiorno. Dopo essere aumentate nel 2011, le presenze di turisti sono diminuite del 4,2 per cento nel 2012, riflettendo principalmente la flessione di quelle degli italiani (che rappresentano oltre il 92 per cento del totale), diminuite per la prima volta dopo un quinquennio di espansione. Dopo il calo registrato nel 2011, il ricorso alle procedure fallimentari ha ipreso a crescere nel 2012; l'incidenza e' rimasta tuttavia inferiore al Mezzogiorno e all'Italia. Inoltre risulta bassa anche la capacita' innovativa delle imprese lucane in chiave di competitivita'. Pesanti anche i dati sull'occupazione: il calo degli occupati (1,5 per cento) e l'aumento dell'offerta di lavoro hanno determinato un aumento del tasso di disoccupazione al 14,5 per cento nella media del 2012, che rimane inferiore rispetto a quello del Mezzogiorno e superiore a quello medio italiano. L'avversa congiuntura economica ha continuato a penalizzare maggiormente i piu' giovani: il tasso di disoccupazione nella fascia 15-34 anni e' aumentato di 5,1 punti, portandosi al 28,2 per cento. (segue)




