(Adnkronos) - La crisi ha avuto ampi riflessi sul credito a disposizione soprattutto di famiglie ma anche di imprese: i prestiti si sono mediamente ridotti (-0,7 per cento). Le erogazioni di nuovi mutui per l'acquisto di abitazioni si sono dimezzate (-50,5 per cento rispetto al 2011), concentrandosi nella componente a tasso variabile. Per quanto concerne le imprese, la contrazione dei prestiti e' stata ampia per le imprese manifatturiere e per quelle delle costruzioni, piu' lieve per i finanziamenti concessi alle imprese dei servizi. Il calo del credito alle imprese si e' associato a una ricomposizione dei prestiti a favore delle anticipazioni in conto corrente. In un contesto di riduzione diffusa tra le forme tecniche di prestito, i crediti in conto corrente si sono infatti contratti in misura piu' contenuta (-1,9 per cento). La debole dinamica del fatturato delle imprese ha inciso su quella degli anticipi connessi alle operazioni commerciali (-14,4 per cento). I mutui e gli altri rischi a scadenza, che rappresentano il 45 per cento dei prestiti alle imprese, hanno risentito della ridotta attivita' di accumulazione e si sono contratti del 4,3 per cento. Il flusso di nuove sofferenze rettificate, riferito al complesso dei residenti in regione, e' aumentato rispetto al 2011. Il deterioramento e' stato avvertito soprattutto nel settore delle costruzioni.




