(Adnkronos) - Anche le aspettative sugli ordinativi rivolti dalle imprese del commercio al dettaglio ai propri fornitori sono in ulteriore flessione rispetto al picco negativo del terzo trimestre 2012: i commercianti tendono dunque a non rafforzare l'offerta (sotto il profilo quantitativo), evidentemente il ripetersi di risultati trimestrali negativi ha indotto i commercianti alla prudenza nel rifornimento dei campionari. Gli unici ottimisti restano anche in questo caso gli imprenditori di ipermercati, supermercati e grandi magazzini. Andamento dei prezzi al consumo. L'indice dei prezzi al consumo in Toscana rallenta ulteriormente nel IV trimestre per i beni del commercio al dettaglio (dal +2,1% del III trimestre al +1,7% del IV) e, piu' in generale, per il totale dei beni e servizi (dal +2,9% al +2,4%). Si tratta del secondo trimestre consecutivo in cui si stempera l'accelerazione avviata a partire dalla seconda meta' del 2010. Fra i comparti non alimentari, rallenta la dinamica dei prezzi per abbigliamento e calzature (dal +1,6% del III trimestre al +1,0% del IV trimestre) e per mobili, prodotti per la casa ed elettrodomestici (+1,3% nel IV trimestre rispetto al +1,6% del III trimestre). Dinamica del tessuto imprenditoriale. Il calo delle vendite ha riflessi anche sulla tenuta del tessuto commerciale. Alla fine del 2012, rispetto al 31 dicembre 2011, i punti vendita risultano in flessione di mezzo punto percentuale: in termini assoluti cio' equivale a 284 unita' locali registrate in meno (al netto delle cessazioni d'ufficio) nel commercio al dettaglio in sede fissa. Su tale riduzione ha inciso soprattutto il calo degli esercizi specializzati non alimentari (-285 unita' locali) e, in misura minore, quello dei non specializzati a prevalenza di prodotti non alimentari (-18 unita' locali). Tengono invece i punti vendita alimentari ma solo grazie agli esercizi non specializzati, il cui incremento (+36 unita' locali) riesce a piu' che compensare la contrazione degli specializzati (-17 unita' locali).




