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Imprese: Cgia, un fallimento su tre causato da ritardi pagamenti p.a.

domenica 24 marzo 2013
Imprese: Cgia, un fallimento su tre causato da ritardi pagamenti p.a.

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Roma, 20 mar. (Adnkronos) - Nel 2012 un fallimento su tre e' stato causato dai ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni. E' la stima della Cgia di Mestre, secondo cui delle 12.463 imprese italiane che hanno chiuso per fallimento, per poco piu' di 3.800 (pari al 31% del totale) "la causa principale e' da imputare all'impossibilita' di incassare, sia da committenti pubblici, sia da committenti privati, le proprie spettanze in tempi ragionevoli". La Cgia precisa, in una nota, che tale incidenza e' stata definita dopo aver appreso da Intrum Justitia che la percentuale di aziende che nell'Ue sono fallite a causa dei ritardati pagamenti e' pari al 25% del totale. "Tenendo conto che in Italia la situazione e' ben piu' grave che nel resto d'Europa -secondo l'associazione- e' molto probabile che la quota di chiusure dovute all'impossibilita' di incassare in tempi ragionevoli le fatture emesse si attesti attorno al 30% del totale". "E' evidente che per invertire questa situazione bisogna innanzitutto sbloccare gli oltre 70 miliardi di euro che le aziende private attendono dalla pubblica amministrazione", dice il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi. Bisogna inoltre rispettare le disposizioni previste dal decreto che ha recepito la Direttiva europea contro il ritardo nei pagamenti, entrato in vigore lo scorso primo gennaio. "La mancanza di liquidita' che attanaglia le imprese sta facendo crescere il numero degli 'sfiduciati"', che hanno deciso di non ricorrere alle banche. E' un segnale "preoccupante" che rischia di indurre molte aziende a rivolgersi a "forme illegali di accesso al credito, con il pericolo che cio' dia luogo ad un aumento dell'usura e del numero di infiltrazioni malavitose nel nostro sistema economico".