(Adnkronos/Labitalia) - "I lavoratori coinvolti risultano essere -spiega la nota del sindacato umbro- 12.235 di cui 6118 a 0 ore. Va detto che questo dato e' del tutto parziale, soprattutto per quanto riguarda la cassa in deroga che sicuramente schizzera' in avanti nel mese di febbraio visto che sono stati realizzati accordi e richieste che coinvolgono almeno 10 mila lavoratori". Per la Cgil Umbria il dato "mette in evidenza l'inadeguatezza della copertura degli ammortizzatori sociali e il rischio, in alcuni casi, divenuto anche realta', che le aziende passino direttamente ai licenziamenti e alla mobilita'; solo negli ultimi 2 mesi del 2012 si sono registrati 1.460 licenziamenti in Umbria". A questo dato va aggiunto, secondo la Cgil umbra, "il numero sempre piu' consistente di lavoratori che continuano a prestare la loro opera senza percepire le mensilita'". Vi sono casi di aziende, riporta la Cgil, che non erogano gli stipendi da tre o quattro mesi, in un'azienda di Perugia si e' arrivati addirittura a 9 mesi. "Quindi, la situazione non e' piu' leggibile solo attraverso l'andamento della cig. Si e' aperta una nuova fase, ancora piu' pesante e drammatica, che continua a penalizzare il lavoro. Per questo riteniamo necessaria -conclude la nota- una politica economica e sociale alternativa che metta al centro il lavoro e l'occupazione. Solo in questo modo si puo' contrastare una situazione sempre piu' preoccupante. Il piano del lavoro per l'Umbria e' la scelta giusta e necessaria".



