Palermo, 18 feb.- (Adnkronos) - Domani a Palermo nuova protesta della Gesip, con la manifestazione indetta unitariamente da tutte le sigle sindacali. Al corteo, che partira' alle ore 9 da Piazza Pretoria, prendera' parte anche la Filcams Cgil con i suoi iscritti, sebbene il ricorso agli ammortizzatori sociali per la Cgil di Palermo, la Filcams Cgil e le Rsa trova giustificazione solo come «strumento temporaneo, strettamente legato a un serio piano di rientro del personale per la prosecuzione dei rapporti di lavoro». "Lidea di ricorrere al lavoro di pubblica utilita' - affermano Maurizio Cala', segretario generale Cgil Palermo, e Monja Caiolo, segretario generale Filcams Cgil Palermo - non solo non puo' garantire il livello dei servizi erogati dalla Gesip alla citta' di Palermo, ne' quantitativamente ne' qualitativamente, ma soprattutto non puo' comportare lapertura di un percorso inverso per i lavoratori, che li vede retrocedere da dipendenti a tempo indeterminato a Lsu. Processo che ovviamente ci vede assolutamente contrari". Tenuto conto che il Comune di Palermo ha reiterato la richiesta di fallimento per Gesip, diventa fondamentale secondo la Cgil conoscere la volonta' del Comune rispetto al futuro dei lavoratori e in merito ai servizi sinora erogati dalla partecipata. «Considerata la necessita' di dovere riorganizzare i servizi pubblici locali, cosi' come previsto per legge - proseguono Maurizio Cala' e Monja Caiolo sottolineiamo che i lavoratori Gesip sono legati a tali servizi e manifestiamo ogni contrarieta' nei confronti di ipotesi di privatizzazioni ed esternalizzazioni». Al fine di individuare seriamente e definitivamente la soluzione strutturale per la salvaguardia dei livelli occupazionali, la Cgil Palermo e la Filcams Cgil Palermo ritengono strettamente necessario e non piu' rinviabile un tavolo tecnico alla presenza del ministro del Lavoro, del presidente della Regione, del sindaco di Palermo e dei sindacati per porre fine alle tante dichiarazioni, contraddittorie e non piu' credibili, che si sono succedute negli ultimi mesi. «Quante altre campagne elettorali deve ancora vivere la Gesip?», concludono Cala' e Cajolo.



