Roma, 24 lug. - (Adnkronos) - Piu' di un miliardo di fondi Ue, solo nel Lazio, rischia di essere 'bruciato'. La regione dovra' restituire a Bruxelles 1.157 milioni di euro, se non saranno spesi entro il 2015. Non solo: 433 milioni di questi 1157, devono essere impiegati entro dicembre 2013. E' l'ultima deroga che Bruxelles ha concesso alla nostra Regione per spendere i fondi strutturali europei. Ma paradossalmente nonostante le imprese continuino a chiudere i battenti, i fondi restano inutilizzati con il rischio che l'Unione europea riprenda i soldi e li distribuisca ad altri Paesi. A fare il punto sulla situazione e' Andrea Del Monaco, esperto di fondi europei e gia' consulente su questo tema del secondo governo Prodi e di alcune regioni. La programmazione 2007-2013 della Regione Lazio, modificata dall'ex Ministro Barca, prevedeva 736,9 mln per il POR (Programma Operativo Regionale) FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale). Di questi ne sono stati spesi al 31 maggio 2013, solo 320,4. I restanti 416,5 mln dovrebbero essere impiegati entro il 31 dicembre 2015 e di questi 178,2 vanno spesi e rendicontati entro il 31 dicembre 2013. Altri 730,5 mln vengono dal POR Fse (Fondo Sociale Europeo). La Regione Lazio ne ha spesi al 31 maggio 2013 solo 328,2 mln: quindi entro fine 2015, deve spenderne 402,3 mln, e di questi 176,4 entro il 2013. Infine, 700,3 mln del Fondo europeo di sviluppo rurale: ne sono stati spesi solo 362,1 mln. Quindi entro fine 2015, deve spenderne 338,2 e di questi 79,8 mln entro il 2013. Sommando i tre residui dei tre fondi si arriva ai 1157 milioni da spendere e rendicontare entro dicembre 2015, di cui 433 entro il 2013. (segue)




