(Adnkronos) - Come se non bastasse dei 70 mila licenziamenti individuali, solo 20 mila si sono iscritti alle liste di mobilita'. "Un dato che dovremo approfondire per capirne le ragioni" ha ammesso Colla, poiche' si tratta di fatto di lavoratori che "non esercitano diritti previsti" dal sistema sociale. Complessivaente, tra precarizzazione, fragilita' contrattuali e licenziamenti, sono attualmente 280 mila le persone in Emilia Romagna che hanno un disagio occupazionale, pari al 9,7%. Di questi, piu' della meta', circa il 65% non e' potenzialmente coperto da sostegni al reddito. Dati del genere, secondo Colla, "rischiano di essere una bolla enorme che mette in discussione la rappresentanza politica, istituzionale e sindacale". Una massa crescente di persone senza lavoro e senza certezze sul futuro "che non hanno piu' nulla da perdere - ha aggiunto Colla - e che possono innescare dinamiche difficili da gestire in ordine alla tenuta sociale". Per far fronte a tutto cio', ha affermato Colla, "serve una visione che vada oltre l'emergenza e che apra una prospettiva, ma mi sembra che la politica nazionale non sia all'altezza". Intanto, quanto al confronto gia' avviato con la regione per l'utilizzo dei fondi provenienti dall'Ue, il segretario Cgil ha proposto "un intervento sugli orari di lavoro, affinche' sia diviso il lavoro che c'e', un'incentivazione ai contratti di solidarieta' e ai consorzi d'impresa" ma anche sistemi che aiutino i territori tramite bandi che "siano vincolati alla filiera corta e al sostegno della catena di forniture e servizi regionale".




