(Adnkronos) - Nel 2012 il turismo veneto ha retto il confronto con un 2011 da record, grazie a un flusso di visitatori di 15,8 milioni di arrivi (+0,3%). I 62,4 milioni di presenze (-1,7% rispetto l'anno precedente) evidenziano ancora una volta la riduzione della permanenza degli ospiti nelle localita' di villeggiatura. Nel primo trimestre del 2013 si continuano a registrare buoni risultati con un incremento rispetto allo stesso periodo del 2012 del 2,2% per gli arrivi e una stabilita' delle presenze (-0,4%). Questi risultati sono pero' influenzati da un'anticipazione del periodo pasquale da aprile (nel 2012) a fine marzo (nel 2013). %). Il Veneto registra un valore occupazionale in linea con quello dell'anno precedente, pari al 65%, e un tasso di disoccupazione del 6,6%, il piu' alto del decennio, ma nel confronto fra regioni, si conferma ancora una volta tra le regioni leader con il quarto tasso di occupazione piu' alto e il secondo tasso di disoccupazione piu' basso. Sul fronte delle opportunita' da cogliere, Zorzato ha evidenziato come il rapporto confermi l'ascesa sui mercati mondiali dei cosiddetti Paesi emergenti e in particolare i Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica). E' nei loro confronti che va focalizzata l'attenzione, perche' si tratta di realta' che cercano la qualita' e la bellezza dei nostri prodotti ed e' su questo che le imprese venete devono puntare. Zorzato ha detto che anche nel settore turistico e' in atto una trasformazione che vede in crescita i flussi verso le citta' d'arte. "Se un turista balneare - ha aggiunto - spende mediamente circa 90 euro, il turista straniero arriva a spendere nel circuito arte-cultura 140 euro. Questo richiede che ci sia un'offerta turistica complessiva di qualita', collegata a cultura a paesaggio, perche' il turista soddisfatto diventa poi il promo promotore del prodotto veneto all'estero".(segue)




