(Adnkronos) - "Nel breve volgere di pochi anni - spiega Cherchi -, in Sardegna si e' sviluppato un trend negativo anche nell'allevamento che oggi si rivela impietosamente con un calo delle nascite di puledri del 65% rispetto a tre anni fa. E' proprio questo il dato piu' eclatante e l'indicatore piu' sensibile del fenomeno recessivo in atto. Gli allevatori rinunciano a far produrre buona parte delle proprie fattrici perche' non riescono ad intravvedere una possibilita' di guadagno ma neanche di compensazione dello sforzo produttivo che, nel caso del cavallo, comporta un anticipo d'impresa piuttosto pesante se si considera che occorrono diversi anni dalla nascita del puledro per poterlo presentare al mercato". Nel caso dei cavalli prodotti per gli sport equestri "oggi e' addirittura impensabile la vendita di un cavallo prima dei quattro o cinque anni di eta' - prosegue il direttore del Dipartimento -, mentre nel caso dei cavalli che sono destinati alle corse, l'allevatore si trova costretto a cambiare la propria casacca di allevatore appunto per indossare quella di proprietario e continuare a finanziare il settore, avviando a proprie spese i puledri per iniziare l'attivita' negli ippodromi. Un altro elemento che appare alla verifica dei numeri e' la mancata corrispondenza del numero delle nascite di un determinato anno con quello del debutto nell'attivita' sportiva". "E' fin troppo facile comprendere che, in questo caso - spiega Cherchi -, la scelta di mantenere i propri puledri nelle campagne deriva dal non riuscire piu' a sostenere i costi dell'allenamento e della preparazione unitamente alla mancanza di un numero sufficiente di giornate e di un montepremi eccessivamente povero a causa dei tagli che, negli ultimi anni, l'ex Unire/Assi, l'Ente nazionale oggi soppresso che, in passato, si e' occupato dell'attivita' ippica nazionale, schiacciato dagli interessi delle lobby ippiche nazionali, ha imposto alla Sardegna, spesso determinando una forte sperequazione con altre realta' regionali, certamente non altrettanto rappresentative di un allevamento nazionale e di una passione da tutti riconosciuta". (segue)




