Roma, 13 feb.(Adnkronos) - Sono "dati drammatici" che certificano la grave recessione in atto quelli forniti oggi dall'Istat sulla flessione dei viaggi turistici degli italiani che "dimostrano che gli italiani non possono piu' permettersi di andare in vacanza". Il commento e' del Codacons che ricorda come gia' nel 2011 il 46,6% degli italiani non poteva permettersi una settimana di ferie in un anno lontano da casa, percentuale che nel Sud e nelle Isole saliva al 65,5%. Ma il dato sul quale gli operatori turistici italiani farebbero bene a riflettere, suggeriscono ancora i consumatori, "e' che mentre i viaggi verso l'estero mostrano una sostanziale stabilita', con un aumento dei flussi diretti verso i paesi extra-europei (+31,4%), i viaggi con mete italiane subiscono un calo addirittura dell'8,3%". Un dato, questo, che dimostra che in Italia "i prezzi sono troppo alti e che nel rapporto qualita' prezzo il nostro Paese continua sistematicamente a perdere posizioni rispetto a mete piu' economiche come Spagna, Grecia, Croazia, Egitto e Turchia". "La realta' - conclude la nota- e' che da quando l' Italia ha perso le vecchie lire svalutate il settore turistico non si e' piu' ripreso. Con l'euro forte era obbligatorio recuperare competitivita' investendo maggiormente sulla qualita' dell'accoglienza, la riqualificazione delle strutture alberghiere, il rapporto qualita'/prezzo, l'informazione, la correttezza del comportamento degli operatori turistici. Per non parlare dell'assenza di investimenti pubblici indispensabili per migliorare infrastrutture, trasporti e viabilita'".



