Venezia 15 feb. - (Adnkronos) - L'attuale posizionamento del Terminal di Marittima sta alla base del successo dello scalo veneziano come "homeport" (porto di arrivo e partenza) in quanto possiede contemporaneamente 4 pre-requisiti fondamentali: accessibilita' nautica, accessibilita' merci, accessibilita' passeggeri ed efficiente connessione con l'aeroporto internazionale Marco Polo. Dal punto di vista economico, il traffico crocieristico a Venezia - secondo i dati elaborati da Ca' Foscari e dall'Universita' di Padova - vale (come spesa diretta) 435 milioni di euro di cui 365 milioni (circa il 90% del totale) proveniente dalle navi di stazza superiore alle 40.000 tonnellate. Rinunciare a questo traffico significherebbe perdere: 5,4% del Pil locale (se si considera che il Pil del comune di Venezia puo' essere stimato intorno ai 6,72 miliardi), e 6.800 posti di lavoro (su un totale di 7.600 unita' complessive del comparto equivalenti al 6.6% dell'occupazione totale del comune di Venezia che conta oggi 103mila unita'). A lanciare l'allarme e' oggi l'Autorita' Portuale di Venezia. (segue)



