(Adnkronos) - Marini si è appellato al senso di responsabilità e alla coerenza tra parole e fatti per spiegare il suo progetto teso a "ricostruire un sogno italiano". "La politica è importante e nobile, è chiamata a fare, decide le sorti e i destini della gente - ha continuato Marini - io voglio trasferire quel modo di fare che mi ha caratterizzato in Coldiretti anche nel fare politica. I partiti e i movimenti politici sono importanti ma più importante è la visione - ha precisato - un'idea di Paese così ce l'abbiamo in pochi, sto pensando a qualcosa che prenda il meglio del Paese dal mio punto di vista, per un nuovo grande sogno". La fondazione sarà "fortemente inclusiva e partirà dal basso", si contrapporrà alla crisi di fiducia nei partiti e nella rappresentanza, come testimonia una ricerca presentata a Cernobbio, per dire no alla rassegnazione. "Noi siamo un Pese straordinario con enormi potenzialità - si accalora Marini - penso che il nostro sia una grande Paese e questo giustifica la mia scelta". Marini non lascerà definitivamente la Coldiretti in quanto rimarrà presidente onorario "il Consiglio nazionale me lo ha chiesto e io con grande fierezza tengo questa carica" ha spiegato, ma per l'organizzazione, che conta oltre un milione di associati, si preannuncia un periodo di gran fermento che in capo a due mesi, entro Natale, dovrà portare all'elezione del nuovo presidente da parte degli oltre 150 presidenti delle federazioni territoriali e dei vari movimenti, da quello delle donne ai pensionati ai giovani. (segue)




