Lussemburgo, 22 giu. - (Adnkronos) - A Lussemburgo, dove sono riuniti, si profila un nuovo braccio di ferro tra i ministri delle Finanze dell'Unione Europea sull'introduzione della tobin tax. Da una parte quelli che vorrebbero procedere comunque e, in assenza di un accordo a 27, sarebbero pronti ad avanzare la richiesta di una cooperazione rafforzata, dall'altra quelli che ritengono sarebbe inutile una tassa sulle transazioni finanziarie che non fosse a livello Ue e quindi intendono proseguire ancora nei negoziati. "In nessun modo permettero' che venga seppellita - ha detto al suo arrivo all'Ecofin il ministro delle Finanze austriaco, Maria Fekter - Combattero' perche', se non ci sara' un accordo a 27, almeno andiamo avanti con la cooperazione rafforzata". Secondo la Fekter, altri sette Paese, tra cui alcuni fuori dall'area euro, sono pronti a procedere lungo questa strada. "Oggi cercheremo con forza di andare avanti", ha fatto eco il collega tedesco Wolfgang Schauble. Oggi "non e' il momento di prendere decisioni sulla cooperazione rafforzata", ha messo in guardia la ministra danese delle Finanze, presidente di turno dell'Ue, Margrethe Vestager, avvertendo di non essere "precipitosi". Dal canto suo, il ministro svedese Anders Borg ha ribadito il suo 'no' alla proposta. "Una tassa sulle transazioni finanziarie accrescera' i costi del prestito ed avra' un impatto negativo sulla crescita europea", ha detto, ricordando che "quello di cui abbiamo bisogno e' ripristinare la crescita, non ridurla".




