Roma, 17 ott. (Adnkronos) - Tempo di crisi, ma non per il gioco almeno a giudicare dai dati relativi alla spesa degli italiani per i giochi, salita in due anni da 61 a 80 miliardi di euro, e alla raccolta nel primo semestre del 2012; cifre presentate oggi alla Fiera di Roma in occasione dell'inaugurazione della 40esima edizione di 'Enada', la mostra internazionale degli apparecchi da intrattenimento e da gioco, organizzata da Sapar, l'organismo che rappresenta la maggioranza dei gestori di settore, in collaborazione con Rimini Fiera e con il patrocinio dell'Aams, l'azienda autonoma monopoli di Stato. Al taglio del nastro, in rappresentanza delle istituzioni, il presidente della commissione Finanze della Camera Gianfranco Conte e il deputato della commissione Bilancio Alberto Giorgetti. Nei primi sei mesi dell'anno, si sono raccolti 44,3 miliardi di euro contro i 35,8 miliardi del 2011, con un incremento del 23,7%. Sottratte le vincite, pari a 35,4 miliardi, la spesa effettiva e' stata di quasi 9 miliardi, con un calo dello 0,6%. "Cio' e' spiegabile con l'aumento del 'payout', ovvero della percentuale di giocate restituite come vincite - spiega il presidente di Sapar, Raffaele Curcio - passata dal 75% a quota 80%". L'industria del gioco - ricorda l'associazione degli operatori del settore - conta su circa 5.800 imprese nelle quali sono occupati oltre 100.000 addetti: 20.000 direttamente impiegati nel settore fra dipendenti dei concessionari, gestori, produttori di apparecchi, lavoratori dell'indotto; e 80.000 presenti nei punti di vendita. I giochi preferiti dagli italiani sono le newslot, apparecchi automatici da non confondere con i videopoker, con un costo massimo per giocata di 1 euro e una vincita massima di 100 euro. Seguono le lotterie e il gioco del Lotto. (segue)




