(Adnkronos) - Il manifesto della Coldiretti indica poi gli assets su cui puntare dal patrimonio storico e artisticoalla biodiversita' e il capitale sociale che rimane fortissimo. Ma il cardine del documento e' il "nostro modello di sviluppo: l'Italia che fa l'Italia" e quindi un nuovo modello che trae nutrimento dai punti di forza e nella capacita' di trasferire nei nostri prodotti e nei nostri servizi il valore materiale e immateriale della distintivita' italiana e nel rafforzare il nostro saper 'fare rete' perche' e' li' che "troveremo la forza e l'autorevolezza per riconquistare la giusta capacita' competitiva, anche nella dimensione globale". "Per accompagnare la crescita, abbiamo bisogno di 'buona politica' e cio' significa in primo luogo il ritorno a funzioni di mediazione intelligente fra ceti e interessi distinti e contrastanti ai fini di perseguire un piu' ampio interesse di carattere generale, cio' che si definisce i'bene comune'. E "alla politica, fortemente deficitaria, chiediamo un'operazione coraggiosa di verita', giustizia e legalita', aspetti la cui declinazione e' diventata in questi anni via via piu' opaca". Ma e' "la fiducia" la "molla" per tornare a crescere in quanto "se nutrita dal giusto orgoglio nazionale e messa in tensione va a costituire un fattore rigenerativo, se trascurata si traduce in un ulteriore chiave 'depressiva'". Inoltre, Marini lancia la richiesta di non limitarsi a far crescere il Pil ma anche la qualita' della vita e il benessere. "E' tempo di ripensare lo sviluppo in una logica di benessere secondo principi di sostenibilita', etica del lavoro e coesione sociale" afferma. Infine, se da una parte vanno riscoperti valori come la socialita' e la solidarieta', va anteposta l'etica della classe dirigente. "Una molteplicita' di episodi in questi anni e mesi - conclude Marini - ha messo pesantemente a nudo le debolezze del ceto politico nazionale e locale. Cio' da un lato ha generato una diffusa indignazione all'interno dell'opinione pubblica, dall'altro ha dato vita a forme, movimenti e pulsioni di sapore antipolitico".




