(Adnkronos) - I problemi da "non rimuovere" secondo Medde sono la rinegoziazione del Patto di stabilita', il riconoscimento dello status di insularita', la mobilita' delle persone e delle merci e la continuita' territoriale, un costo energetico in linea con la media europea per tutta l'Isola, il recupero del divario infrastrutturale materiale e immateriale, "e che e' indispensabile, ora piu' che mai, riproporre all'attenzione della Regione e dello Stato. Stanno qui, infatti, le cause vicine e lontane della scarsa competitivita' del sistema produttivo e della lunga e irrisolta crisi della Sardegna". "Proprio mentre si fa piu' dura la lotta per difendere il lavoro - prosegue il segretario -, e' indispensabile che la politica sarda e nazionale recuperino gli obiettivi connessi alle scelte generali dello sviluppo nell'Isola. Il disagio in cui versa la Sardegna e', infatti, diffuso e pesante e necessita di una nuova strategia di politica industriale e del lavoro, ma anche delle riforme istituzionali utili a promuovere una maggiore efficacia da parte della Regione". "In questa direzione le manifestazioni in programmazione nei diversi territori dell'Isola, a partire dal Sulcis e dal Sassarese che ha fissato l'assemblea dei quadri unitaria per il 21 settembre, in previsione di uno sciopero generale a ottobre - prosegue Medde -, con il nuorese che ha attivato tutte le proprie strutture in vista di un'iniziativa generale, troveranno un altro momento di sintesi in una mobilitazione del popolo sardo prima che la campagna elettorale del rinnovo del Parlamento renda piu' debole il confronto Stato-Regione". E conclude con un monito: "E' bene non dimenticarlo, anche se questo viene spesso rimosso, nelle vertenze industriali della Sardegna e' presente un piu' generale e diffuso disagio e poverta' economica e sociale che riguarda 700.000 persone che vivono al di sotto della soglia di poverta"'.




