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Michele Emiliano graziato dalle toghe: non torna al lavoro. Ora poltrona al Senato

di Annarita Digiorgiogiovedì 25 giugno 2026
Michele Emiliano graziato dalle toghe: non torna al lavoro. Ora poltrona al Senato

2' di lettura

Alla fine Michele Emiliano ce l’ha fatta. Ha ritrovato il suo posto al sole in politica, continuando a mantenere la toga da magistrato. Il plenum del Csm ieri sera ha approvato con 15 voti favorevoli, 7 contrari e sei astenuti, il collocamento fuori ruolo dell’ex presidente della Regione Puglia. Potrà quindi continuare ad essere magistrato, ma fuori ruolo al Senato, consulente della commissione Lavoro. Commissione alla quale si è presentato come “esperto di caporalato”. La richiesta era stata presentata dal presidente Tino Magni, vendoliano. Nonostante Vendola in questi anni sia stato, da sinistra, uno dei più accesi contestatori del modello Emiliano. A perorare la causa si è presentato al Senato persino l’attuale presidente Antonio Decaro, che però lo voleva come consulente legale in Regione, non avendogli dato il via libera come assessore né consigliere regionale.

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Condizione non ritenuta sufficiente dal Csm per l’aspettativa. Che ieri invece l’ha concessa per il Senato, dopo un lungo scontro. Reso plastico dalle dichiarazioni espresse dopo la seduta dal consigliere laico Isabella Bertolini: «La decisione del Csm sulla posizione del dott. Michele Emiliano non riguarda solo una singola vicenda personale. Riguarda la credibilità delle regole e l'autorevolezza delle Istituzioni chiamate ad applicarle» - ha detto Bertolini - «Il mandato del dott. Emiliano da Presidente della Regione Puglia si è concluso il 7 gennaio 2026. Ci sono voluti quasi sei mesi per arrivare ad una decisione. È dato anomalo se guardiamo la normale prassi in casi analoghi e rispetto ai precedenti più recenti. Dopo ben tre diverse richieste finalizzate al mantenimento della posizione di fuori ruolo, attraverso incarichi di consulenza, sono state respinte per l’assenza dei presupposti richiesti dalla legge. Contestualmente, il dott. Emiliano era stato invitato a individuare la sede per il rientro in ruolo. C’è da chiedersi perché abbiamo dovuto assistere alla continua ricerca di nuove soluzioni per consentire il protrarsi della permanenza fuori ruolo, fino a trovare un incarico presso una Commissione parlamentare, che però non supera oggettive criticità».

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«Il rischio è che all’esterno delle mura del Csm - ha continuato Bertolini - si consolidi la convinzione che, quando il magistrato coinvolto riveste una particolare rilevanza pubblica o politica, diventi possibile e tollerato continuare a piacimento a ricercare soluzioni eccezionali». Forse per questo non volevano il Csm a estrazione. La chiusura di Bertolini è lapidaria: «L’unico aspetto positivo è che finalmente cala il sipario su un teatrino che ha tenuto in ostaggio le Istituzioni per troppo tempo».