Milano, 25 mag. (Adnkronos) - Sono 4.468 le lavoratrici lombarde che nel 2011 hanno lasciato il lavoro nel primo anno di vita del figlio. E' quanto emerge dall'elaborazione condotta dalla Cisl Lombardia sui dati forniti dalla direzione regionale del ministero del Lavoro. In aumento i casi nel settore dell'industria (1030; +244) e del credito-assicurativo (270; +105), mentre si registra un calo nel commercio e nei servizi (1358; -289). Il 60,2% delle lavoratrici aveva tra i 26 e i 35 anni, il 28,5% tra i 36 e i 45 anni. Inoltre, nel 56% dei casi le dimissioni sono dovute alla carenza di servizi, alla mancanza di una rete familiare, al rifiuto da parte dell'azienda di concedere il part-time o un orario piu' flessibile. Rispetto al 2010 si registrano 113 casi in meno, ma sostanzialmente il numero delle dimissioni si mantiene elevato e costante negli anni. A livello territoriale, con 1579 lavoratrici che si sono dimesse nel primo anno di vita del figlio Milano si conferma la provincia piu' colpita, seguita da Brescia (786) e Bergamo (705). In controtendenza con la seppur lieve riduzione di casi sono Varese, dove le dimissioni sono salite a 336 (+26 rispetto al 2011), Lecco con 195 (+11) e Como con 285 (+2). Da qui le sollecitazioni della Cisl lombarda: potenziare i servizi alla prima infanzia; affrontare il tema delle rette degli asili nido, troppo elevate; intervenire attraverso la contrattazione per rendere gli orari piu' flessibili; aumentare la possibilita' di utilizzo del part-time.




