Roma, 24 ott. - (Adnkronos) - Un'alimentazione 'sana' e' vantaggiosa non solo per la salute e l'ambiente ma anche per il portafogli. Se ne e' discusso a Bologna, al simposio 'Alimentazione e ambiente: legami tra indicazioni nutrizionali e impatti ambientali', organizzato da Barilla Center for Food & Nutrition (Bcfn) e dalla Societa' italiana di nutrizione umana (Sinu). Ogni giorno enormi quantita' di cibo sono prodotte, trasformate, distribuite e consumate. Queste attivita' provocano impatti diretti sulla salute umana e sull'ambiente che non si possono sottovalutare visto che in Italia si consumano 126.000 tonnellate di alimenti e bevande al giorno (Fonte: Indagine Inran-Scai 2005-2006). Per potersi chiamare 'sana' la nostra alimentazione deve: coprire i nostri fabbisogni di energia e di nutrienti essenziali, fornirci sostanze protettive, minimizzare la nostra esposizione a contaminanti chimici e microbiologici presenti negli alimenti e avere un impatto ambientale il piu' basso possibile. Per questo, spiega all'Adnkronos Catherine Leclercq ricercatrice Inran, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), "abbiamo giocato a modificare alcuni consumi per valutarne l'impatto in termini di nutrienti e ambientali". Prima di tutto, "bisogna ridurre i consumi di carne rossa, come manzo e maiale, e limitare al massimo la carne rossa trasformata, ossia i salumi". In questo modo "si prevengono i tumori e si riducono anche le emissioni di gas serra e il consumo di risorse idriche". Ad oggi, spiega la ricercatrice dell'Inran, "gli italiani consumano 3 porzioni di manzo a settimana e circa tre porzioni di salumi". Partendo da questo dato, la ricerca ha apportato alcune modifiche: "abbiamo ridotto ad una porzione a settimana il consumo di manzo e salumi mentre abbiamo aumentato di una porzione il pollame e aggiunto fonti di proteine vegetali come pasta e legumi e insalate con frutta a guscio".




