Libero logo

Cinema: Cna Cultura Spettacolo, studios Cinecitta' tornino a creare lavoro (2)

domenica 18 novembre 2012
Cinema: Cna Cultura Spettacolo, studios Cinecitta' tornino a creare lavoro (2)

2' di lettura

(Adnkronos/Labitalia) - Dal 2001 al 2012, il tasso di crescita delle imprese laziali del comparto cine-audiovisivo e' stato del 32,5%. Gli occupati diretti sono circa 52mila con una ricaduta, nell'indotto, di circa 250mila addetti. Nel Lazio si contano 1.200 imprese attive nella produzione cinematografica e televisiva: il 58,8% del dato nazionale. La crisi ha rallentato una macchina che fino al 2008 ha creato migliaia di posti di lavoro. Tra il 1991 e il 2001. a Roma. nell'occupazione c'e' stato un vero e proprio boom. Nella produzione (+330,1%), nella distribuzione (+95,7%) e nell'esercizio (+138,5%). Gli addetti, in questi tre segmenti della filiera cinematografica, sono passati in quel periodo da 3.531 a 13.204. Poi e' arrivata la crisi, i tagli alla cultura, la scure sui trasferimenti dallo Stato agli enti locali che hanno prodotto inevitabili ripercussioni sul settore. In Italia, negli ultimi cinque anni, l'intervento dello Stato nella cultura e' sceso di oltre il 30%. La dotazione del ministero per i Beni e le Attivita' Culturali l'anno scorso e' diminuita del 14,6%, passando da 1.710 a 1.459 milioni di euro. Poi, nel 2011 ha toccato il minimo storico: lo stanziamento e' stato di 231 milioni di euro, quasi meta' del finanziamento del 2010 (-43.52%). I tagli ai trasferimenti alle regioni, nel 2011, sono stati complessivamente di 4 miliardi. Alle Province e ai Comuni, rispettivamente, di 300 milioni e 1,5 miliardi. I tagli agli enti locali hanno avuto inevitabili ricadute anche sulla spesa in cultura delle amministrazioni locali. Al taglio dei trasferimenti a Regioni ed enti locali si aggiungono, poi, norme che impediscono a questi enti di spendere risorse dei loro bilanci. Come ad esempio la limitazione al 20% di quanto speso nel 2009 per mostre e promozione.