Con la compilazione del 730, arrivano anche i controlli. Con il provvedimento n. 182408 del 17 giugno 2026, l'Agenzia delle Entrate ha infatti indicato con precisione i segnali d'allerta che possono rallentare l'erogazione del rimborso, attivando una procedura di controllo preventivo prima che le somme vengano accreditate. "I criteri di selezione per il controllo preventivo riguardano esclusivamente i contribuenti che hanno presentato il 730 apportando modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata - si legge su Brocardi.it -, con conseguenti effetti sulla determinazione del reddito o dell'imposta dovuta". Diverso discorso invece per chi ha accettato la precompilata senza modificarla. Quest’ultimo non è esposto agli stessi rischi di rallentamento.
Nel caso in cui venga modificata la dichiarazione, l'Agenzia confronta ciò che il contribuente ha dichiarato con i dati già in suo possesso. Se emergono scostamenti significativi rispetto alle Certificazioni Uniche oppure rispetto alle informazioni trasmesse da soggetti terzi come farmacie, università o enti previdenziali, il sistema segnala immediatamente la posizione per un approfondimento. Un altro elemento che rileva è la storia fiscale del contribuente. L'allarme scatta dunque di fronte a irregolarità emerse nelle dichiarazioni degli anni precedenti. Chi ha già avuto contestazioni o correzioni in passato potrebbe quindi ritrovarsi sottoposto a verifiche più approfondite.
F24, il Fisco entra nel tuo conto corrente e preleva direttamente il denaro
L’Agenzia delle Entrate sta per estendere notevolmente la possibilità di pagare le tasse tramite addebito d...
Altra regola? Quando il rimborso IRPEF supera i 4.000 euro, il Fisco applica automaticamente una maggiore cautela prima di procedere all'erogazione. Le stesse "regole" si applicano a chi ha presentato la dichiarazione tramite un CAF o un professionista abilitato. Arrivando al punto, a quando arriva il rimborso, per chi presenta il 730 entro il 31 maggio, i primi rimborsi in busta paga iniziano ad arrivare già a luglio. Quando però la dichiarazione è soggetta ai controlli preventivi, le date cambiano. La norma prevede che le verifiche si concludano entro 4 mesi dal termine ordinario di trasmissione, ossia entro il 30 settembre 2026, oppure entro 4 mesi dalla data di effettivo invio, se questo è avvenuto dopo tale scadenza.




