Milano, 12 giu. (Adnkronos) - "Il governo spagnolo continua a sottostimare la dimensione dei problemi che ha di fronte e questo probabilmente mina ulteriormente la fiducia degli investitori nel Paese. Dato il rapporto sempre piu' diretto tra banche dell'Eurozona e relativi titoli di Stato, se la fiducia nei titoli di Stato appassisce ancora, si aggiungera' ulteriore pressione alle banche della regione. E questo non e' affatto un equilibrio stabile". Cosi' Stefan Isaacs dell'M&G European Corporate Bond fund, descrive la situazione in cui versa la Spagna, dopo che nel weekend Madrid ha chiesto aiuti, accordati, all'Ue per salvare le proprie banche. "Nonostante rimanga piu' di un'incertezza sui termini dell'accordo come ad esempio da dove verranno i fondi, se gli obbligazionisti saranno costretti a condividerne il peso, e se alle banche sara' permesso di pagare cedole condizionali sulle passivita' subordinate - continua Isaacs - in generale nel breve termine la decisione e' positiva per le banche spagnole. L'iniezione di liquidita' allontana la minaccia di una bancarotta causata dalle grandi perdite immobiliari nel breve termine e aiuta queste istituzioni a raggiungere i requisiti di capitale necessari a soddisfare i parametri internazionali". "Ma questo - prosegue Isaacs - non diminuisce la necessita' di operare vaste riforme al sistema finanziario del Paese. Poiche' l'entita' che riceve i fondi del salvataggio e' parte del governo spagnolo, il bailout aggiungera' ulteriore pressione alla gia' esistente pressione sulle finanze pubbliche. Le banche spagnole richiederanno tutti i 100 miliardi stanziati dalla Ue e questa cifra, pari a circa il 10% del Pil spagnolo, determinera' entro la fine dell'anno una crescita di circa l'85-90% del suo rapporto debito/Pil (dal 68,5% alla fine del 2011)".




