(Adnkronos) - Inoltre dal 'Rapporto Assofranchising Italia 2011, strutture, tendenze e scenari' emerge che in un contesto economico difficile, appare quasi 'fisiologico' che il franchising, come tutti i modelli fondati sulla cooperazione e sulla condivisione del rischio, siano favoriti nella competizione del mercato. Cio' non implica che sia esente da crisi ma o che sia la medicina dei mali anche se rappresenta un elemento di flessibilita'. Dunque, aumenti contenuti ma in ogni caso positivi. Il giro di affari nel 2011, rispetto al 2010, e' stato di 22.334 milioni di euro (+0,7%), i punti vendita in franchising sono aumentati dello 0,2% in Italia e all'estero del 3,2%, le insegne operative italiane sono cresciute dello 0,2%, le reti italiane all'estero del 3,3%, gli addetti occupati nelle reti (compreso il franchisee) dell'1% e i media occupati per punto vendita franchising hanno registrato un +16,7%. E inoltre, risulta che su un totale di 22.613 punti vendita franchising censiti, 8.374 (pari al 37,03%) sono stati aperti da donne. "Il posto fisso -dice Paola De Micheli, componente commissione bilancio e del dipartimento di economia nel Pd- e' un modo di dire, non di vivere" ormai "l'uscita e l'entrata dal lavoro a causa dei cambiamenti radicali che sono avvenuti e' diventata la normalita'". I valori che servono oggi sono "la capacita' di rischiare -conclude De Micheli- il sacrificio e la professionalita'".




