(Adnkronos) - "Parallelamente al taglio del tasso di riferimento - ricorda il gestore di Schroders - la banca centrale ha autorizzato gli istituti bancari a innalzare i tassi passivi fino a un massimo del 110% del benchmark (a fronte del 100% consentito in passato) e a ridurre i tassi attivi fino a un minimo dell'80% del benchmark (dal 90% precedente). Questi provvedimenti costituiscono chiaramente un ulteriore passo verso la piena liberalizzazione dei tassi d'interesse e la riforma finanziaria. Tali misure dovrebbero consentire al nuovo governo di far approvare alcune riforme strutturali piu' rigorose e meno popolari dopo il suo insediamento". "Il settore bancario cinese - prosegue Luo - resta attualmente oggetto di notevole attenzione. L'intervento di ieri provochera' di fatto un'impennata dei tassi sui depositi vincolati e un taglio dei tassi attivi, mettendo pressione sui margini delle banche nei prossimi 12 mesi. Nel complesso la mossa della banca centrale e' stata un primo passo verso la deregolamentazione dei tassi, innalzando il tetto ai tassi passivi e abbassando la soglia di quelli attivi". Per il gestore "le banche con una posizione piu' forte in fatto di depositi (una quota piu' elevata di depositi a vista) avranno la meglio in questo contesto. Un'altra importante implicazione per le banche e' che il taglio dei tassi attivi continuera' a gravare sui rendimenti dei prodotti di gestione patrimoniale. Cio' potrebbe accrescere il rischio per gli utili bancari nel breve termine, nella misura in cui ridurra' gli afflussi verso tali prodotti. Questo potrebbe provocare alcune insolvenze su attivita' che non si trovano attualmente nei bilanci delle banche, ma che queste ultime saranno costrette ad assorbire".




