Palermo, 14 giu. - (Adnkronos) - In Sicilia quest'anno il Pil regionale calera' di quasi il 3% e del 2,2% si ridurranno gli occupati cosicche' a lavorare sara' poco piu' del 40% dei siciliani in eta' da lavoro. E non e' andata meglio l'anno scorso. Nel 2011 il tasso di occupazione s'e' attestato al 56,4% per gli uomini (-0,7%) e al 27,7% per le donne (-1%). Complessivamente ha perso 0,4 punti. Sempre nel 2011 nell'Isola l'indebitamento delle famiglie e' aumentato del 3% ed e', ora, piu' alto della media nazionale. E' volato l'indebitamento della Regione (5,3 miliardi) e degli enti locali dell'Isola (oltre 7 miliardi). E solo nell'ultimo anno e' calato di oltre un miliardo il gettito delle entrate fiscali prodotte nella regione. Ancora, sono crollati gli investimenti industriali: -8%. E quanto ai giovani, e' su loro che pende, soprattutto, una spada di Damocle: il 36% di chi ha tra 15 e 29 anni, non studia ne' lavora. Insomma, una de'ba'cle per l'economia dell'Isola. Per la Cisl, un "fallimento storico". Meglio: "il fallimento economico e politico della classe dirigente regionale che, negli anni, ha consolidato il proprio consenso sui trasferimenti finanziari e sulla mera gestione clientelare delle risorse pubbliche". La Cisl, stamani, ha riunito a Messina l'assemblea generale dei delegati, 700 rappresentanti sindacali delle nove province dell'Isola che, presenti Annamaria Furlan, segretario confederale nazionale e Giuseppe Gallo, leader nazionale Fiba (i bancari), hanno lanciato alla politica regionale un vero e proprio "ultimatum". Un aut aut che annuncia "mobilitazione sociale". Perche' "questa classe dirigente - sostiene il sindacato guidato nella regione da Maurizio Bernava - s'e' mostrata incapace di promuovere creazione di ricchezza, risanamento del debito, riorganizzazione dei sistemi locali". E di mettere al centro dell'azione politica la crisi che, invece, specialmente in questa fase dell'economia, e' "l'unita' di misura della lungimiranza politica". (segue)




